Se pensavi che la fatturazione elettronica fosse una pratica ormai chiusa, archiviata insieme allo scontrino di carta, il 2026 ti sta per smentire. Non è una rivoluzione, ma tre cambiamenti tecnici che, se il tuo gestionale non è pronto, ti costeranno ore di lavoro in più a settembre.
Cosa succede davvero
Dal 15 maggio 2026 è in vigore la versione 1.9.1 delle specifiche tecniche del tracciato XML, decisa dall'Agenzia delle Entrate. Non stravolge il modo in cui emetti le fatture, ma introduce controlli più severi: se fatturi verso un'azienda che fa parte di un gruppo IVA, il Codice Fiscale inserito deve essere associato correttamente al singolo soggetto acquirente, altrimenti la fattura viene scartata dal Sistema di Interscambio.
Poi c'è il punto che riguarda davvero tutti: da settembre 2026 la ricezione delle fatture elettroniche diventa obbligatoria per ogni impresa, senza eccezioni di dimensione. Per la trasmissione, l'obbligo segue una scaletta: prima le grandi e medie aziende, poi PMI e microimprese entro il 2027. Se oggi ricevi ancora fatture in PDF da qualche fornitore che si è sempre "arrangiato", quella finestra si sta chiudendo.
Il dettaglio che quasi nessuno controlla
Il numero massimo di codici destinatario gestibili da una singola piattaforma passa da 100 a 300. Sembra una nota tecnica da manuale, ma se lavori con un commercialista o un intermediario che gestisce le fatture di più clienti sulla stessa piattaforma, questo limite può bloccare tutto proprio nei mesi più delicati. Vale la pena chiedere subito al tuo fornitore di software se è già allineato.
E i controlli fiscali? Sono cambiati anche quelli
Il decreto correttivo Omnibus, approvato in Consiglio dei Ministri a giugno 2026, allarga l'uso dei dati delle fatture elettroniche da parte dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. In pratica, i file XML che passano dal Sistema di Interscambio diventano materiale utile per l'analisi del rischio fiscale e doganale. Un motivo in più per avere dati puliti e coerenti, non solo per evitare lo scarto ma perché quei dati ora vengono guardati con più attenzione.
Perché il problema non è la fattura, è dove la gestisci
La maggior parte delle PMI italiane tratta la fatturazione come un adempimento a parte: si emette la fattura da un portale, poi la si ricopia (o si esporta e reimporta) nel gestionale che tiene i conti veri. Ogni passaggio manuale è un punto dove qualcosa può sbagliarsi, e con controlli fiscali più stretti, un errore di allineamento tra dati fiscali e dati gestionali non è più solo un fastidio contabile.
Un gestionale che genera la fattura direttamente dagli ordini, senza doppio inserimento, risolve il problema alla radice: il dato nasce corretto una volta sola. È uno dei motivi per cui prodotti come GestioneIncassi o Manufatto integrano la fatturazione dentro il flusso di lavoro invece di trattarla come uno step a parte.
Le domande che ci fanno più spesso
Devo cambiare software prima di settembre? Se il tuo attuale sistema riceve già fatture XML e le concilia senza intervento manuale, no. Se invece stampi ancora le fatture ricevute per registrarle a mano, sì, ed è meglio muoversi ora che a fine agosto.
La versione 1.9.1 mi riguarda se sono in regime forfettario? Sì. L'obbligo di emissione elettronica per i forfettari è attivo dal 2024, e il nuovo tracciato si applica a tutti i soggetti che emettono fatture tramite Sistema di Interscambio, indipendentemente dal regime fiscale.
Cosa devo chiedere al mio fornitore di software? Due cose: se il tracciato XML è già aggiornato alla 1.9.1, e se il sistema gestisce nativamente il limite di codici destinatario aggiornato a 300, senza bisogno di soluzioni tampone.
Se il tuo gestionale attuale ti obbliga ancora a passaggi manuali tra fatturazione e contabilità, raccontaci come lavori oggi: vediamo insieme se ha senso automatizzarlo prima che la scadenza di settembre diventi un problema urgente invece che una cosa da sistemare con calma.
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